Elda: viaggiare per rinascere

Elda: viaggiare per rinascere

«Il nuovo può essere difficile, ma può anche essere uno spazio per ricostruirsi. Per me il viaggio è sempre stato questo: un modo per ricostruire la mia storia, perché è una grossa opportunità. Non essere conosciuta e non avere intorno persone che hanno già un’idea chiara di chi tu sia. Quella è una nuova occasione per nascere: significa questo, per me, andare via».

Elda è la coordinatrice del progetto che ha dato vita al Portale Immigrazione Valle d’Aosta. Il suo rapporto con le radici è complesso: dalla sua riflessione emerge una storia che non è la sua, ma che le è rimasta dentro.

«Lavoravo spesso in maternità per aiutare le donne cinesi nel parto e subito dopo. Quando una mia vicina di casa ha avuto una bambina, le ho dato la carrozzina di mia figlia: quando la piccola ha compiuto tre mesi, i genitori hanno deciso di portarla in Cina e lasciarla alla nonna. Vedere l’allontanamento di un neonato dalla mamma è stato faticoso, dal punto di vista lavorativo e personale. Quella bambina poi è tornata, e oggi vive qui: ma quella storia mi ha dato la dimensione della fatica che c’è nello sradicarsi dal contesto ed essere costretti a fare scelte molto forti. Allo stesso tempo mi ha messo in discussione, facendomi riflettere su quanto sia giusto o meno intromettersi nelle scelte altrui».

Cosa significa partire?

«Quando parti lasci ciò che conosci, sia in positivo che in negativo. Alle spalle lasci le relazioni, tutte quelle cose che hai scoperto che ti fanno stare bene. Ma abbandoni anche le situazioni che sono già “date”, quelle che in qualche modo sono indipendenti dalle tue scelte. E ti si apre un mondo nuovo di possibilità di ricostruire te stesso».

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