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Storie

Gianfranco: le radici degli sradicati

«A Saint-Martin-de-Corléans c’è stata l’accettazione di una cultura estranea, che poi si è radicata ed è riuscita a creare qualcosa, a svilupparlo. È una forma di rinascenza artistica, il risultato dell’apporto di persone che hanno scelto di muoversi in un altro territorio e lì hanno creato qualcosa di estremamente duraturo». (continua a leggere)

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Soufyane: stranieri per eccellenza

«Mi sento italiano al cento per cento: sono nato e cresciuto qui, all’interno della cultura italiana. Sullo sfondo, però, mantengo le mie origini. Mi sento al bivio: qui mi dicono che sono “un italiano di origini straniere”. In Marocco, quando ci vado in vacanza, sono visto come uno straniero». (continua a leggere)

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Miguelina: migrare per scelta

«Io ho migrato per scelta: ho lasciato il mare per la montagna, per amore. Ho voluto io l’Italia, la Valle d’Aosta: sono rimasta per tre mesi e ho conosciuto mi marito due settimane prima di tornare. Da lì, non sono più rientrata a casa mia». (continua a leggere)

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